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  2. DI GRAN CARRIERA ARRIVANO LE FESTE

    Pure io.
  3. Raduno? Intanto Dichiariamo La Provenienza.

    In particolare on mi fecero sentire totalmente sperduto gimmy (che brunocortona definì in modo infelicissimo "il compagno di giochi" del sottoscritto)tidi (che mi scrisse durante l'esilio) e Kubinski.Peccato la discussione con gimmy che fece uscire quest'ultimo dal forum.In cui ero entrato a pezzi per la morte di Gnocco,bastava questo per essere un po' cauti. col logorroico derelitto
  4. DI GRAN CARRIERA ARRIVANO LE FESTE

    Sì la furbacchiotta religione cattolica si è mangiata tutte le feste pagane.Ma qualche volta,in qualunque occasione (Stanlio Ollio e il pianoforte!!) ridevate a crepapancia ? Adesso i ragazzotti sghignazzanoo tirando gavettoni o un pugno in faccia all'improvviso ad un inerme passante.Voglio uscire.
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    Arriba arriba arriba ..............................
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  7. DI GRAN CARRIERA ARRIVANO LE FESTE

    Mi lancio in una interpretazione (e poi andrò a verificare se è così). Penso che festeggiare Santa Lucia abbia lo stesso significato che ha il festeggiare Natale il 25 dicembre, vale a dire una reminiscenza della pagana "festa del ritorno della luce" cioè del solstizio di inverno (21-22 dicembre a seconda degli anni), giorno a partire dal quale le giornate iniziano ad allungarsi. Dobbiamo ricordare che prima che venisse introdtto il calendario gregoriano (con il correttivo del non considerare bisestili gli anni di secolo non divisibili per 400) il calendario giuliano era rimasto una decina di giorni indietro rispetto a quello solare (non mi ricordo in quale anno papa Gregorio -non mi ricordo che ordinale- dispose infatti che si passasse direttamente dal 4 a 15 ottobre), per cui il solstizio cadeva più o meno il 13 dicembre (da cui, penso, il detto popolare "Santa Lucia è il giorno più corto che ci sia" che ovviamente oggi non è veritiero) Per tornare alla memoria bambina: da me (Milano-Milano) non arrivava Santa Lucia (ma arrivava a casa di un mio compagno tuttora mio grande amico con mamma bergamasca), mentre il 6 gennaio a casa mia arrivavano sia la Befana (con la tradizionale calza piena di furtta secca e congeneri) sia i Re Magi che portavano una piccola integrazione ai regali di Natale (e quella dei Re Magi penso fosse una tradizione francese eraditata dalla mia bisnonna materna)
  8. DI GRAN CARRIERA ARRIVANO LE FESTE

    Già. Santa Lucia. In alcune zone dell'Italia settentrionale la si festeggia incorporata nelle feste natalizie. In Lombardia, almeno nella zona di Lodi, che sappia io. La cosa singolare, e che in Svezia la si festeggia a livello nazionale, Santa Lucia. Con tanto di regali per i bambini. Mi sono sempre interrogato su questa curiosa identità di feste. Da queste parti comunque, di botti ed esplosioni ancora non ne ho sentite. Non dubito di sentirne in abbondanza il 31. Ed inevitabilmente, qualcuno che per adesso ancora le ha tute, le dita sue, se ne ritroverà di meno, all' alba del nuovo anno.
  9. DI GRAN CARRIERA ARRIVANO LE FESTE

    Luminarie a gogo,già qualche botto...sto male. Ho messo tempo fa le poesie "Natale scettico","Vespro di Natale" e il filmino di un giovanissimo Quick sotto l'albero. Però uno spot natalizio di Sky mi ha fatto pensare a quand'ero bambino.Una ragazzina dice " Da quanto si ride fa male la pancia".Eh sì...quante risate a crepapancia da bambini in tante occasioni,non solo a natale.!Da noi perdura la tradizione che i bimbi ricevano i regali a santalucia,gli adulti a natale.La befana nientedichè :una calza con le monete di cioccolata per i bimbi.Che incanto il tredici dicembre mattina.Che gioia per natale con tre cose : il torrone ricoperto di cioccolato,le noccioline americane,i mandarini, tutto gustato guardando in TV Stanlio e Ollio o Charlot o leggendo Topolino e Nembo Kid. Invece mia madre imperterrita a mandarci a tutti i costi a sciare il ventisei. Per non essere "inferiori" ( ed io stupido a continuare fino ai vent'anni).ODIAVO andare a sciare.Sarei stato felice di passare le feste per sempre con quelle ghiottonerie,con il profumo del mandarino sulle mani.A tutti salute e serenità
  10. pioggia e don camillo

    Mi chiedevo come stesse andando dalle tue parti. So che sei vicino alle zone allagate. Ancora una volta.
  11. pioggia e don camillo

    Non si dorme! Quando nel film spunta un pallido sole l'anziano che punta il dito al cielo è il nonno materno di mia moglie (erano di Brescello).Ieri l'acqua alta a Colorno è arrivata a pochi metri dalla casa dove abitavo (sigh) con Roberta Quick e Gioia. Più forte e violenta dell'esondazione degli anni 90,quando scappammo nel cuore della notte mntre un altoparlante invitava a farlo.La bellissima reggia devastata.Nessuno ha imparato niente.Non entro nei dettagli ma ieri notte e tutto ieri per me è stato un incubo.E a Colorno c'è anche sciacallaggio e chi lucra con i mezzi di spurgo del fango.E' una società che non impara,vergognosa e in cui non mi riconosco.
  12. pioggia e don camillo

    Già, non ero sicurissimo della cronologia. Riferimento al polesine nel 1951.
  13. Last week
  14. pioggia e don camillo

    Era il secondo della serie,"Il ritorno di Don Camillo"
  15. pioggia e don camillo

    Notizia curiosa. Appena visto distrattamente uno dei notiziari del mattino. In queste ultime ore si sono verificati allagamenti in alcune zone dell'Italia del nord. Nulla di esteso come altre volte a quanto pare, anche se chi ci si è trovato in mezzo non ne può essere molto contento. Qualcuno, se l' è vista brutta, anche. Frà le zone allagate, anche Brescello di Don Camillo e Peppone. Ho visto le immagini, ormai arrivano in tempo reale. Sono a colori, ma ricordano quelle bianco e nero che si vedono nel primo film della serie ( credo ). In quel caso era stata l' alluvione del polesine.
  16. Rettifica: il tormentone del raduno saltato si trova nel thread "mercatini di Natale 2007" (e la comucazione del tutto esaurito Maurizio la diede non all'ultimo ma già in settembre)
  17. Mi sembra di ricordare (anzi ne sarei quasi sicuro) di Bolzano e non di Trento; ai tempi Jinni era in contatto con lui su un altro forum, ma di recente non saprei A proposito di raduni posso ricordare il rocambolesco tentativo di raduno del dicembre 2007 (quello da cui prese le mosse il thread su cui stiamo scrivendo). Aderenti quattro: Tidi Jinni Brunocortona tutto attaccato alias Maurizio e il sottoscritto. Location scelta Bolzano (da cui la mia convinzione di cui sopra), Maurizio si era incaricato di prenotare l'albergo ma all'ultimo comunicò che non c'era posto in alcun albergo nel circondario causa mercatini di Natale (ho sempre guardato a questa comunicazione con un certo sospetto, ma non saprei). Alla fine il sabato convenuto a Bolzano mi ritrovai solo io (arrivato la sera prima per un congresso che terminava sabato ad ora di pranzo), come tristemente documentai in un post che scrissi la sera della domenica, tornato e già di guardia notturna in ospedale
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    E' vero,infatti ero tentato di scriverlo,pero' io sono abituato a Richard ,per cui continuo a chiamarlo cosi'
  19. Infatti,mi sembrava che il libro lo avesse mandato il Bruno Cortona di Trento,chissa'che fine avra' fatto?
  20. Raduno? Intanto Dichiariamo La Provenienza.

    Allora...nel settembre 2006 cercavo qualcosa su Robby e 14 e mi imbattei in questo forum.Scrissi alcune precisazioni firmandomi Bruno Cortona,(mi chiamo Enrico..visto il mio carattere era meglio firmarsi Roberto Marianii) non sapendo che c'era già stato un brunocortona (Maurizio) vulcanico e tempestoso. Essendo il sottoscritto anche logorroico generai irritazione e sospetti culminati in uno scontro con Maurizio ; vi furono commenti a mio parere non del tutto amichevoli di Claudy ("hai rovinato questo forum") e dell'Uomo Gatto che giudicava patetici alcuni miei interventi (mi descrisse come "Bruno nessuno e centomila").Frusctrante fu essere espulso dal forum per due mesi.Poi divenni Pflip.Clopat,il libro non l'ho mandato io.
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    Non lo sapevo o non lo ricordavo. Il cognome giusto è Richards.Il manager Andrew Loog Oldham gli fece togliere la esse perchè così Keith Richard "suonava" suppergiù come Cliff Richard,alora in voga.
  22. Io non ho ancora capito una cosa :Bruno Cortona e' uno ,nessuno e centomila?Quello che mi mando' il libro sulla vecchia Inter e' quello attuale , l'altro o e' Pflip?
  23. Io ho partecipato a mini raduni non ufficiali di Pagine 70 e ,perfino, ad un raduno delle chat telefoniche anni'90(che non erano solo a luci rosse),quest'ultima a Milano,dapprima nella sede della chat line ,e, poi,in 4 io ,altri 2 uomini e una ragazza andammo in un pub a chiudere la serata,fra birre e blues.Ah,poi c'era anche il Videotel,lo ricordate?
  24. Peccato che non esistano piu' le foto di quel raduno,c'era anche Discobambina e ,forse,Alessandro Ferri
  25. ARRIVEDERCI

    Pero' ne"Il segno del comando","Cento campane"era cantata Nico Tirone ovvero Nico dei Gabbiani,solo ,dopo,ne fece una versione anche Lando Fiorini.A mio parere,la canzone migliore del Lando era"Barcarolo romano",un classico
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    E qualcuna e' anche morta ,come Anita Pallenberg,modella,attrice e compagna di Brian Jones e ,poi,di Keith Richard
  27. STORIA INCREDIBILE

    Non ammiro ,ma resto stupito dalla forza di volontà Biografia di Fioravante Palestini • Giulianova (Teramo) 9 settembre 1946. Culturista. L’uomo dello spot Plasmon degli anni Sessanta (quello che scolpiva il nome su una colonna). Trafficante di droga, il 24 maggio 1983 fu sorpreso su una nave con un carico di 233 chili di eroina: condannato da un tribunale egiziano a 25 anni di carcere, fu liberato nel giugno 2003 dopo 7322 giorni di prigione (vent’anni). Detto Gabriellino. • «Un metro e 82 di altezza per cento chili di muscoli, una cassa toracica pari al doppio di un uomo normale, bicipiti modello “Braccio di ferro”. Come l’eroe dei cartoni ha un passato da marinaio, adora il mare, le sue leggi, il profumo, il lento rullare, è attento all’alimentazione, ma non fuma la pipa e soprattutto non c’è una “sola” Olivia ad attirare le sue attenzioni. “Lo hanno rovinato le donne. Le donne e il fisico”, racconta un amico d’infanzia. Lui nega: “Cavolate, volevo far diventare Giulianova una piccola Miami. Non ci sono riuscito”. In compenso ha passato venti anni nelle carceri egiziane tra topi, escrementi, aggressioni, nostalgia, dimagrimenti improvvisi. Amicizie improbabili. Tutto inizia in un’estate del 1963, quando un famoso regista, Sergio Tombolini, vaga sul lungomare adriatico alla ricerca del protagonista del suo spot. Cerca un forzuto, “Il” forzuto, il ragazzo da vendere come indistruttibile grazie ai prodotti Plasmon: “Più di una persona gli fece il mio nome – racconta – Ma ero in crociera per lavoro: aspettò il mio sbarco per ingaggiarmi”. Un milione e duecentomila lire guadagnati in quattro Caroselli a neanche vent’anni di età. La testa gira. L’ego cresce al pari dei muscoli. “Cosa ho fatto? Sono partito per la Germania insieme a una ragazza. Conoscevamo dei compaesani”. E come sempre nessuna spiegazione ad amici o parenti “però mandavo qualche lira a casa”. Nel frattempo, per dieci anni, diventa un esperto di bische: “Ero in grado di arrivare in qualunque città tedesca e organizzare un giro clandestino in 48 ore: avevo una rete, esperienza, i soldi necessari, la capacità di risultare simpatico”. Eppoi i muscoli, sempre loro, all’inizio utili per farsi una fama, per spiegare a cazzotti chi comanda e perché. Poi la causa della fuga: “Dopo una serie di denunce ho mollato e sono tornato insieme a una valigia con 130 milioni di contanti”. E parliamo degli anni Settanta, quando lo stipendio medio di un operaio era di 120 mila lire e una Fiat 126 costava un milione. “A Giulianova ho aperto un negozio di casalinghi, uno dei più belli”. Vita nel lusso. Ma non gli basta. L’occasione. Nei primi anni Ottanta in Abruzzo arriva il boss della mafia Gaspare Mutolo, da poco uscito dal carcere di Sulmona. Ha bisogno di un contatto fidato sul luogo. Anche in questo caso, come per la Plasmon, tutti gli parlarono di Gabriellino. “Con Gaspare siamo ancora amici, con lui ho scoperto la Sicilia. Sono entrato in contatto con i livelli più alti della criminalità”. Talmente alti da ottenere la possibilità di sostituire l’amico, tornato in carcere, in una maxi spedizione di droga: “Sono andato in Svizzera per prendere le piante nautiche, stabilire programmi e orari. Poi sono tornato in Italia in attesa del via libera”. Ecco l’ultima passeggiata, quella con l’amico. “A Bangkok ho incontrato il mio contatto, Kim. Con lui abbiamo attraversato la Thailandia in camion, abbiamo avuto anche un incidente, tanto da ribaltarci”. Quindi l’imbarco, venti giorni di traversata: “Eravamo in otto, io più sette greci. Il giorno facevo esercizio fisico, la sera stavo in cabina”. Fino a quando “non siamo giunti nel canale di Suez”. Lì è stato un attimo. Mitragliette, pistole, distintivi. Elicotteri. L’Fbi statunitense e l’Interpool greca. La polizia egiziana e i servizi segreti. “Mi sono arreso subito. Ma da lì è partito il mio incubo”. Vuol dire vivere in spazi angusti, anche sotto terra, insieme a dieci, trenta, anche cento detenuti “compresi i terroristi responsabili della morte di Sadat”. Vuol dire non capire niente di arabo, mangiare quando possibile, avere la famiglia lontana migliaia di chilometri. Nessuna certezza sul futuro: “Un giorno, dopo quasi un anno che ero lì, sono venuti a interrogarmi Falcone e Ayala. Finalmente parlavo in italiano!”. Malattie, dimagrimenti improvvisi. La forza di ricominciare. “Oramai ero di casa: avevo buoni rapporti sia con i generali, sia con i detenuti. Poi mi allenavo di continuo. Un giorno, mentre correvo in cortile, mi sono girato e ho visto una quarantina di carcerati al mio fianco. Mi imitavano rispettosi”. Epilogo. Anno 2003, Gabriellino torna a casa. Trova lavoro, rifornisce le barche di carburante. Si allena, come sempre, tanto da riuscire ad attraversare l’Adriatico in pattino: lo fa in trenta ore, senza mai fermarsi, “non sento la fatica”. Quando lo dice sorride, senza esagerazioni. Pacato. Consapevole. Di rimpianti neanche uno, ogni episodio è derubricato a esperienza. “In fin dei conti ora parlo sia il tedesco che l’arabo”. Vero. Ma qual è stato il primo desiderio da uomo libero? Silenzio. Ci pensa. Poi serio: “Ho rifatto lo stesso percorso di quell’ultima notte”. Questa volta, però, la passeggiata è stata in solitaria» (Alessandro Ferrucci) [Fat 10/6/2013]. GIORGIO DELL’ARTI, scheda aggiornata al 22 aprile 2014 . 
  28. E' qualcosa da maneggiare con cautela, l' incontro nel mondo reale. Io, si, ho potuto incontrare jinny una volta,sei-sette anni fa, quando lei passò a milano. I primissimi giorni di un mese d' agosto. Scoprimmo poi che saremmo potuti persino essere in tre, al mini raduno estemporaneo. Eravamo convinti che Gimmi fosse già partito per le sue vacanze, mentre era ancora in città. Peccato. Jinny e Tidi si erano invece incontrate in precedenza. Forse il segreto ( si fa per dire ) è questo, nulla di organizzato, come si sarebbe potuto fare con un forum a regime. Nulla di artificiosamente cercato, ma, quando capita, capita.
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