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Bruno Cortona

Correva Il 1964...

8 posts in this topic

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Era un racconto a puntate e in seconda elementare ne parlavamo tutti.

Ingenui ! Pubblicità ! "Papà compera la 850!" (Agnelli con le frezze alle tempie ringraziava Mondadori)

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Paperino&co., li preferisco sulla 313.

Avevo il modellino ( Politoys ?? ) della 313.

Con tanto di nipotini sul sedile del portabagagli.

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Preferisco anche io la più famosa (se non altro a Paperopoli) 313!

Anche il mio babbo acquistò proprio la 850, il modello raffigurato in quelle avventure a puntate. La tenne per ben trent'anni, prima di disfarsene. Quante (piccole) storie di famiglia su quell'auto! In una fotografia, ci sono anche io, formato bimbo, seduto sul cofano della vettura: fu ovviamente mio papà a mettermi in posa per il ritratto. Evidentemente dovevo pesare proprio poco...

Detesto fortemente anche io l'utilizzo dei bambini per pubblicizzare qualsivoglia prodotto. Addirittura inserirlo poi in una storia a fumetti per i bimbi è ancora peggio.

Tornando invece a parlare del nostro famoso (fu...) avvocato: all'epoca tornava comodo così; ora invece ce l'hanno messa in... quel posto (evito di nominarlo per decenza e buona educazione), fregando il posto di lavoro a tanta gente per farlo emigrare in... altri Stati.

D'altra parte l'economia è come la politica: di pulito ed etico vi è praticamente quasi nulla...

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Per dirne una, mi stupisco per i trent' anni di vita della 850.

Notevole.

 

Per il resto.......evito commenti.

Per questa volta.

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Già... la instancabile 850 la rottamò quando venne l'era della benzina verde. Ovviamente non poteva più utilizzarla senza accorgimenti tipo additivi vari nel carburante.

La cosa più strana è che... dispiacque un po' pure a me abbandonarla al suo... destino di rottamazione. Non tanto ovviamente per il suo valore intrinseco, quanto invece proprio per ciò che ho detto nel mio intervento appena sopra: troppi ricordi ad essa legati.

Se invece intendi dire puramente dal lato pratico, cioè dalla sua resistenza strutturale per tre decenni beh, devo dire che mio papà la tenne sempre efficiente, senza strapazzarla troppo. Inoltre avevamo anche un garage nel quale infilarla una volta a casa.

In più, i materiali e le soluzioni costruttive dell'epoca erano senz'altro migliori in quanto a robustezza in genere, sebbene ovviamente non avanzate e sicure come le odierne. Per fare un esempio: molte parti in lamiera all'epoca avevano uno spessore in media superiore a quelle attuali e la plastica era comprensibilmente molto meno impiegata rispetto ad ora, quantomeno sulle parti esterne delle vetture. Però... si arrugginivano bucavano anche in fretta a volte: i trattamenti della scocca non raggiungevano "l'optimum" dei giorni nostri.

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Già, difficile separarsi da un ricordo.

Noi qui dovremmo saperlo bene.

 

Non c'è dubbio alcuno sui vantaggi dei nuovi materiali e delle relative lavorazioni.

Però, mentre ne scrivo mi viene in mente quella che nel campo delle produzioni industriali di beni,

viene definita " obsolescenza programmata ".

E' una questione logica, no ?

Se produci roba che dura troppo, poi, quando avrai soddisfatto la totalità della richiesta, a chi la vendi la nuova produzione ?

Finiamo tutti a spasso ?

Be', già ci finiamo comunque .......... <_<

Il serpente che si morde la coda, più o meno.

Quindi un oggetto non deve durare oltre il previsto, oppure, si tratta di generare nuovi bisogni.

Per l' ultimo modello di telefonino, magari.

 

Anche questa " faccenda " ci sta bene qui, su AnimaMia.

Indica quanto sia cambiata la realtà, e le sue regole, mentre noi crescevamo.

Ai tempi nostri l' idea di fare durare per molto tempo l' automobile, ma anche il televisore, e tante altre cose, era la norma.

 

Comunque lo ripeto, trent' anni per la 850 è notevole !

Edited by 1960

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Ricordo un viaggio tranquillissimo come passeggero di una Bianchina da Parma ad Ortisei in pieno inverno nel 1975.Il mio amico montò le catene al momento opportuno.

 

Anche mia madre quando fu costretta a prendere la patente per ricominciare a lavorare da infermiera (povera mamma,carattere spigoloso ma vedova con tre figli e scarse risorse a 38 anni) comperò una Bianchina verde bottiglia.

 

Altra macchina affidabile,mi pare (per quel che può capire Pflip,che non ha manco la patente)

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Permettetemi di aggiungere un'altra riflessione, a quelle che abbiamo qui scritto, di puro carattere sociale. Anche questa, come ben fatto notare da 1960, sta benissimo su AnimaMia proprio perché indice di come sia cambiata la realtà, la nostra realtà da quei tempi ad oggi.

Il fatto è che, in media, siamo diventati ricchi. Intendo dire più ricchi di allora, in quanto a mezzi di sostentamento. Lavorando, per carità; nessuno di noi purtroppo (o fortunatamente? mah...) ha mezzi sufficienti per fare una bella vita senza dover in qualche modo curvare un po' la schiena. Di conseguenza, rispetto ai nostri genitori che avevano in proporzione meno "palanche" da spendere per i propri capricci, che utilizzavano invece preferibilmente per mandare avanti la famiglia, noi abbiamo - o devo dire: abbiamo avuto negli anni passati - più fondi disponibili per soddisfare anche il "bisogno" della moda di cambiare vettura ogni "tot" anni. E' pur vero, mi correggo, che questa possibiltà l'ebbero anche a suo tempo ancora i nostri genitori: cambiare l'auto ogni tre? quattro? cinque anni? era qualcosa di "cool" (pedonatemi l'uso del termine inglese). Se non lo facevi, eri messo un po' in secondo piano.

Inoltre. come ben sappiamo, la cultura di molte persone dell'età dei nostri genitori e ancor più dei nonni, a parte il fatto che uscirono anche da una devastante guerra che impoverì molta gente comune, era quella impostata al risparmio, al conservare ciò che si aveva di beni comuni, anche le cose più umili. L'auto agli inizi, specialmente quando cominciò a diventare possibilità per tanti, sto ovviamente parlando degli anni 50-60, non agli albori dell'automobile, era proprio uno di questi beni, sia pur di consumo, destinabili alla durata nel tempo, il più possibile. Anche perché in effetti, come continuano ad essere oggidì, non costavano certo due soldi.

Infine, consentitemi ancora questa: ci si accontentava anche di meno, al di là del fatto oggettivo di possedere poche risorse finanziarie. Un tempo non c'erano ad esempio colleghi di lavoro (sto parlando per esperienza diretta) dai quali sentirsi dire: "eh, se non avessi una station-wagon non saprei come portare al mare i miei figli e mia suocera"... un tempo al mare ci si accontentava - anzi, si gioiva - di andare con una molto più modesta Cinquecento o magari Seicento, un po' schiacciati forse ma credo con più serenità e allegria.

Edited by baron_munchausen

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