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Bruno Cortona

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About Bruno Cortona

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  1. Raduno? Intanto Dichiariamo La Provenienza.

    In particolare on mi fecero sentire totalmente sperduto gimmy (che brunocortona definì in modo infelicissimo "il compagno di giochi" del sottoscritto)tidi (che mi scrisse durante l'esilio) e Kubinski.Peccato la discussione con gimmy che fece uscire quest'ultimo dal forum.In cui ero entrato a pezzi per la morte di Gnocco,bastava questo per essere un po' cauti. col logorroico derelitto
  2. DI GRAN CARRIERA ARRIVANO LE FESTE

    Sì la furbacchiotta religione cattolica si è mangiata tutte le feste pagane.Ma qualche volta,in qualunque occasione (Stanlio Ollio e il pianoforte!!) ridevate a crepapancia ? Adesso i ragazzotti sghignazzanoo tirando gavettoni o un pugno in faccia all'improvviso ad un inerme passante.Voglio uscire.
  3. Completate Questa Pubblicità

    Arriba arriba arriba ..............................
  4. DI GRAN CARRIERA ARRIVANO LE FESTE

    Luminarie a gogo,già qualche botto...sto male. Ho messo tempo fa le poesie "Natale scettico","Vespro di Natale" e il filmino di un giovanissimo Quick sotto l'albero. Però uno spot natalizio di Sky mi ha fatto pensare a quand'ero bambino.Una ragazzina dice " Da quanto si ride fa male la pancia".Eh sì...quante risate a crepapancia da bambini in tante occasioni,non solo a natale.!Da noi perdura la tradizione che i bimbi ricevano i regali a santalucia,gli adulti a natale.La befana nientedichè :una calza con le monete di cioccolata per i bimbi.Che incanto il tredici dicembre mattina.Che gioia per natale con tre cose : il torrone ricoperto di cioccolato,le noccioline americane,i mandarini, tutto gustato guardando in TV Stanlio e Ollio o Charlot o leggendo Topolino e Nembo Kid. Invece mia madre imperterrita a mandarci a tutti i costi a sciare il ventisei. Per non essere "inferiori" ( ed io stupido a continuare fino ai vent'anni).ODIAVO andare a sciare.Sarei stato felice di passare le feste per sempre con quelle ghiottonerie,con il profumo del mandarino sulle mani.A tutti salute e serenità
  5. pioggia e don camillo

    Non si dorme! Quando nel film spunta un pallido sole l'anziano che punta il dito al cielo è il nonno materno di mia moglie (erano di Brescello).Ieri l'acqua alta a Colorno è arrivata a pochi metri dalla casa dove abitavo (sigh) con Roberta Quick e Gioia. Più forte e violenta dell'esondazione degli anni 90,quando scappammo nel cuore della notte mntre un altoparlante invitava a farlo.La bellissima reggia devastata.Nessuno ha imparato niente.Non entro nei dettagli ma ieri notte e tutto ieri per me è stato un incubo.E a Colorno c'è anche sciacallaggio e chi lucra con i mezzi di spurgo del fango.E' una società che non impara,vergognosa e in cui non mi riconosco.
  6. Raduno? Intanto Dichiariamo La Provenienza.

    Allora...nel settembre 2006 cercavo qualcosa su Robby e 14 e mi imbattei in questo forum.Scrissi alcune precisazioni firmandomi Bruno Cortona,(mi chiamo Enrico..visto il mio carattere era meglio firmarsi Roberto Marianii) non sapendo che c'era già stato un brunocortona (Maurizio) vulcanico e tempestoso. Essendo il sottoscritto anche logorroico generai irritazione e sospetti culminati in uno scontro con Maurizio ; vi furono commenti a mio parere non del tutto amichevoli di Claudy ("hai rovinato questo forum") e dell'Uomo Gatto che giudicava patetici alcuni miei interventi (mi descrisse come "Bruno nessuno e centomila").Frusctrante fu essere espulso dal forum per due mesi.Poi divenni Pflip.Clopat,il libro non l'ho mandato io.
  7. Completate Questa Pubblicità

    Non lo sapevo o non lo ricordavo. Il cognome giusto è Richards.Il manager Andrew Loog Oldham gli fece togliere la esse perchè così Keith Richard "suonava" suppergiù come Cliff Richard,alora in voga.
  8. STORIA INCREDIBILE

    Non ammiro ,ma resto stupito dalla forza di volontà Biografia di Fioravante Palestini • Giulianova (Teramo) 9 settembre 1946. Culturista. L’uomo dello spot Plasmon degli anni Sessanta (quello che scolpiva il nome su una colonna). Trafficante di droga, il 24 maggio 1983 fu sorpreso su una nave con un carico di 233 chili di eroina: condannato da un tribunale egiziano a 25 anni di carcere, fu liberato nel giugno 2003 dopo 7322 giorni di prigione (vent’anni). Detto Gabriellino. • «Un metro e 82 di altezza per cento chili di muscoli, una cassa toracica pari al doppio di un uomo normale, bicipiti modello “Braccio di ferro”. Come l’eroe dei cartoni ha un passato da marinaio, adora il mare, le sue leggi, il profumo, il lento rullare, è attento all’alimentazione, ma non fuma la pipa e soprattutto non c’è una “sola” Olivia ad attirare le sue attenzioni. “Lo hanno rovinato le donne. Le donne e il fisico”, racconta un amico d’infanzia. Lui nega: “Cavolate, volevo far diventare Giulianova una piccola Miami. Non ci sono riuscito”. In compenso ha passato venti anni nelle carceri egiziane tra topi, escrementi, aggressioni, nostalgia, dimagrimenti improvvisi. Amicizie improbabili. Tutto inizia in un’estate del 1963, quando un famoso regista, Sergio Tombolini, vaga sul lungomare adriatico alla ricerca del protagonista del suo spot. Cerca un forzuto, “Il” forzuto, il ragazzo da vendere come indistruttibile grazie ai prodotti Plasmon: “Più di una persona gli fece il mio nome – racconta – Ma ero in crociera per lavoro: aspettò il mio sbarco per ingaggiarmi”. Un milione e duecentomila lire guadagnati in quattro Caroselli a neanche vent’anni di età. La testa gira. L’ego cresce al pari dei muscoli. “Cosa ho fatto? Sono partito per la Germania insieme a una ragazza. Conoscevamo dei compaesani”. E come sempre nessuna spiegazione ad amici o parenti “però mandavo qualche lira a casa”. Nel frattempo, per dieci anni, diventa un esperto di bische: “Ero in grado di arrivare in qualunque città tedesca e organizzare un giro clandestino in 48 ore: avevo una rete, esperienza, i soldi necessari, la capacità di risultare simpatico”. Eppoi i muscoli, sempre loro, all’inizio utili per farsi una fama, per spiegare a cazzotti chi comanda e perché. Poi la causa della fuga: “Dopo una serie di denunce ho mollato e sono tornato insieme a una valigia con 130 milioni di contanti”. E parliamo degli anni Settanta, quando lo stipendio medio di un operaio era di 120 mila lire e una Fiat 126 costava un milione. “A Giulianova ho aperto un negozio di casalinghi, uno dei più belli”. Vita nel lusso. Ma non gli basta. L’occasione. Nei primi anni Ottanta in Abruzzo arriva il boss della mafia Gaspare Mutolo, da poco uscito dal carcere di Sulmona. Ha bisogno di un contatto fidato sul luogo. Anche in questo caso, come per la Plasmon, tutti gli parlarono di Gabriellino. “Con Gaspare siamo ancora amici, con lui ho scoperto la Sicilia. Sono entrato in contatto con i livelli più alti della criminalità”. Talmente alti da ottenere la possibilità di sostituire l’amico, tornato in carcere, in una maxi spedizione di droga: “Sono andato in Svizzera per prendere le piante nautiche, stabilire programmi e orari. Poi sono tornato in Italia in attesa del via libera”. Ecco l’ultima passeggiata, quella con l’amico. “A Bangkok ho incontrato il mio contatto, Kim. Con lui abbiamo attraversato la Thailandia in camion, abbiamo avuto anche un incidente, tanto da ribaltarci”. Quindi l’imbarco, venti giorni di traversata: “Eravamo in otto, io più sette greci. Il giorno facevo esercizio fisico, la sera stavo in cabina”. Fino a quando “non siamo giunti nel canale di Suez”. Lì è stato un attimo. Mitragliette, pistole, distintivi. Elicotteri. L’Fbi statunitense e l’Interpool greca. La polizia egiziana e i servizi segreti. “Mi sono arreso subito. Ma da lì è partito il mio incubo”. Vuol dire vivere in spazi angusti, anche sotto terra, insieme a dieci, trenta, anche cento detenuti “compresi i terroristi responsabili della morte di Sadat”. Vuol dire non capire niente di arabo, mangiare quando possibile, avere la famiglia lontana migliaia di chilometri. Nessuna certezza sul futuro: “Un giorno, dopo quasi un anno che ero lì, sono venuti a interrogarmi Falcone e Ayala. Finalmente parlavo in italiano!”. Malattie, dimagrimenti improvvisi. La forza di ricominciare. “Oramai ero di casa: avevo buoni rapporti sia con i generali, sia con i detenuti. Poi mi allenavo di continuo. Un giorno, mentre correvo in cortile, mi sono girato e ho visto una quarantina di carcerati al mio fianco. Mi imitavano rispettosi”. Epilogo. Anno 2003, Gabriellino torna a casa. Trova lavoro, rifornisce le barche di carburante. Si allena, come sempre, tanto da riuscire ad attraversare l’Adriatico in pattino: lo fa in trenta ore, senza mai fermarsi, “non sento la fatica”. Quando lo dice sorride, senza esagerazioni. Pacato. Consapevole. Di rimpianti neanche uno, ogni episodio è derubricato a esperienza. “In fin dei conti ora parlo sia il tedesco che l’arabo”. Vero. Ma qual è stato il primo desiderio da uomo libero? Silenzio. Ci pensa. Poi serio: “Ho rifatto lo stesso percorso di quell’ultima notte”. Questa volta, però, la passeggiata è stata in solitaria» (Alessandro Ferrucci) [Fat 10/6/2013]. GIORGIO DELL’ARTI, scheda aggiornata al 22 aprile 2014 . 
  9. Raduno? Intanto Dichiariamo La Provenienza.

    Vi ricordate? Sono sempre stato ultradubbioso sui raduni reali degli amici virtuali.Due cose mi colpirono : l'entusiasmo propositivo di molti che poi declinò e le foto di un raduno (l'unico?) in cui fra gli amici ancora in contatto c'era Michele San Pietro, e con commozione ricordo la foto di Gilette con il suo Shih-Tzu. Ma mi pare che qualcuno si sia visto : se non erro ginny tidi e 1960.Scordo qualcuno? Di me stesso ho messo tempo fa qualche foto passata e recente (meglio non le riveda nelle mie condizioni attuali) ma avevo la sensazione che fosse un mezzo errore.
  10. ARRIVEDERCI

    Mi ha impressionato la folla ai funerali di Hallyday : non credevo fosse così amato,visto il carattere spigoloso.Quando bazzicavo i romani (e romanisti) quello che suonava bene la chitarra faceva sempre "Cento campane".
  11. ARRIVEDERCI

    Dopo aver ricordato adeguatamente Jean Philippe Smet (Johnny Hallyday) ed aver messo due volte la sigla fischiata del "Segno del comando" è bene omaggiare Lando Fiorini come si deve.
  12. ARRIVEDERCI

    Ho pasticciato come sempre...nel prossimo metto Fiorini
  13. CULTURA A FUMETTI

    Grande! Invece mio fratellino fece infuriare mio padre (che gli stava facendo una paternale ) uscendosene con un topolinesco "taglia corto"
  14. Completate Questa Pubblicità

    Dovrei aprire un altro filone,ma faccio qui.Adesso sono belle signore ultrasettantenni,ma erano le muse della Swingin'London e per me rragazzino/bambino erano bellissime. Jean Shrimpton (indossatrice) Pattie Boyd (dapprima moglie di Harrison,poi di Clapton) Jane Asher (fidanzata di Mc Cartney) Jane Birkin (attrice) Marianne Faithfull /gli Stones...)
  15. Chi Copia Chi ?

    La classica è stata sempre territorio di caccia dei musicisti contemporaneii,forse guidati dall'idea che gli ascoltatori siano impreparati )pflip,non certo gimmy).Quando Zucchero copia Cocker invece è più facile beccarlo.
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