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1960

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  1. DI GRAN CARRIERA ARRIVANO LE FESTE

    Pure io.
  2. DI GRAN CARRIERA ARRIVANO LE FESTE

    Già. Santa Lucia. In alcune zone dell'Italia settentrionale la si festeggia incorporata nelle feste natalizie. In Lombardia, almeno nella zona di Lodi, che sappia io. La cosa singolare, e che in Svezia la si festeggia a livello nazionale, Santa Lucia. Con tanto di regali per i bambini. Mi sono sempre interrogato su questa curiosa identità di feste. Da queste parti comunque, di botti ed esplosioni ancora non ne ho sentite. Non dubito di sentirne in abbondanza il 31. Ed inevitabilmente, qualcuno che per adesso ancora le ha tute, le dita sue, se ne ritroverà di meno, all' alba del nuovo anno.
  3. pioggia e don camillo

    Mi chiedevo come stesse andando dalle tue parti. So che sei vicino alle zone allagate. Ancora una volta.
  4. pioggia e don camillo

    Notizia curiosa. Appena visto distrattamente uno dei notiziari del mattino. In queste ultime ore si sono verificati allagamenti in alcune zone dell'Italia del nord. Nulla di esteso come altre volte a quanto pare, anche se chi ci si è trovato in mezzo non ne può essere molto contento. Qualcuno, se l' è vista brutta, anche. Frà le zone allagate, anche Brescello di Don Camillo e Peppone. Ho visto le immagini, ormai arrivano in tempo reale. Sono a colori, ma ricordano quelle bianco e nero che si vedono nel primo film della serie ( credo ). In quel caso era stata l' alluvione del polesine.
  5. pioggia e don camillo

    Già, non ero sicurissimo della cronologia. Riferimento al polesine nel 1951.
  6. E' qualcosa da maneggiare con cautela, l' incontro nel mondo reale. Io, si, ho potuto incontrare jinny una volta,sei-sette anni fa, quando lei passò a milano. I primissimi giorni di un mese d' agosto. Scoprimmo poi che saremmo potuti persino essere in tre, al mini raduno estemporaneo. Eravamo convinti che Gimmi fosse già partito per le sue vacanze, mentre era ancora in città. Peccato. Jinny e Tidi si erano invece incontrate in precedenza. Forse il segreto ( si fa per dire ) è questo, nulla di organizzato, come si sarebbe potuto fare con un forum a regime. Nulla di artificiosamente cercato, ma, quando capita, capita.
  7. ARRIVEDERCI

    Vedo che abbiamo l' insonnia sincronizzata. Anche questa notte, stiamo bazicando qui a pochi minuti di distanza. Verranno tempi migliori. Nel frattempo, quasi-quasi mi guardo una puntata del segno del comando. In bianco e nero.
  8. CULTURA A FUMETTI

    Sarei d'accordo su questa possibile origine paperesca. Va detto anche che alle volte capita di adottare espressioni linguistiche, senza registrarne consciamente l' origine.
  9. ARRIVEDERCI

    Si. Ho sentito ieri sera,anche io. Ed ugualmente, è stato il Segno del comando a tornarmi in mente.
  10. CULTURA A FUMETTI

    E già, dopo aver imparato nuove parole, ci si mette un po' ad imparare anche il contesto più corretto in cui usarle. Non si può fare tutto in un giorno ...........
  11. Completate Questa Pubblicità

    Come ti capissssco. Comunque, dopo la precisazione, almeno il ricordo del vecchio carosello è riemerso nettamente. Non con altrettanta precisione, il prodotto ed il marchio.
  12. Chi Copia Chi ?

    E qui è lo stesso. Dal 36" del pezzo due, è palese. Queste similitudini, identità, mi stupiscono sempre un poco.
  13. Chi Copia Chi ?

  14. Insomnia

    Tanto per non lasciare solo uno di noi che sta dalle parti di Parma, qualche volta di notte non riesco a dormire neppure io. E' quasi utile, le fasi sono sempre quelle, si parte dall' incavolatura per tante cose, ma che poi si diluisce un po'. E poi si passa ad una analisi leggermente ( leggermente, eh ) più razionale della situazione, ed alla elaborazione di una strategia almeno momentanea, per sopavvivere alle scocciature di cui sopra. E mentre faccio questo, mi guardo la televisione. Non bisognerebbe parlarne così male, della televisione. Alle volte viene comoda. I programmi notturni hanno le loro caratteristiche peculiari. Ad esempio, le repliche. Adesso mi sto guardando qualche vecchia puntata di Star Trek, la serie classica di metà anni '60. Ne stanno passando a raffica qualcuna, e penso che andrà avanti così fino al mattino. Quando ho visto la serie per la prima volta, avevo meno di dieci anni, non mi era piaciuta proprio per niente. Ma adesso, adesso è la Memoria Bambina pure Star Trek, e quindi cambia tutto. Comunque, saremo più o meno nel 1966 quando hanno realizzato quello che sto guardando. Ed in una delle puntate che ho appena visto, il Capitano Kirk ( James Tiberius.......Tiberius ?? ) se ne sta li a parlare con il vulcaniano Spok ( che però è anche mezzo umano per parte di màmmà ), di universo e.........di buchi neri. Dico, era il 1966. Il grande pubblico, in quel periodo manco aveva mai sentito parlare di quei buchi li. E' anche vero, che Kirk&Spok non sono precisissimi. Dicono che non solo è impossibile venirne fuori, anche a loro che hanno l' Enterprise, quella anni '60 appunto, che sembra un barattolo di lucido da scarpe coi razzetti dietro. Ma sostengono pure, che non sia possibile entrarci, neanche. Questo non sarebbe proprio vero, anzi. Vista massa e conseguente campo gravitazionale, se ti ci avvicini troppo, proprio non puoi fare a meno di finirci dentro. Va be', erano quei lontani anni. Non si può pretendere. Ma, prima di Piero Angela e figlio, Star Trek faceva divulgazione scientifica. Adesso, è iniziato uno degli episodi storici. Più che altro perchè guest star è Joan Collins. Ci sono di mezzo anche i viaggi nel tempo, mi divertono sempre i viaggi nel tempo. Quella volta, Kirk e quel rompi di Spok sono finiti negli usa durante la grande depressione economica. Per correre dietro ad un dottor McCoy pure un poco più sciroccato di quanto gli risulti normale.
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    Allora............. ...............prodotti cosmetici ? Occorre supplemento di spremitura del cervello. Ci penso su un altro po'.
  16. Completate Questa Pubblicità

    Esatto. Avevo qualche dubbio sul marchio sopravvissuto, infatti. ENI compare poi come società fornitrice di gas metano ed energia elettrica, anche. Nella nostra zona, sicuramente. Oggi il mercato dell' energia è meno rigido. Tornando ai distributori di benzina, mi dicono che da qualche anno ci sono anche quelli senza marchio. I carburanti dovrebbero costare qualche piccola cifra in meno, a causa dei minori costi gestionali e del fatto, appunto, che queste società si riforniscono sul libero mercato, in pratica valutando periodicamente l' offerta del mercato stesso. Non che io ne abbia mai visti, di questi distributori. Impensabile, ai Nostri Tempi. A pensarci meglio, le pubblicità incalzanti delle varie benzine come quella qui sopra, mi sembrano ora parecchio strambe. Voglio dire, tutti non potevano che vendere lo stesso prodotto, la benzina quella era. Ed in una condizione di mercato controllato, il prezzo era imposto uguale per tutte le compagnie. Infatti negli anni '60, erano cosa assai diffusa i vari gadget distribuiti da un marchi o da un altro. Per accalapiare i clienti. Ho avuto parecchi salvagente gonfiabili della Fina ( che non esiste più ), ed anche qualche palla ugualmente gonfiabile delle medesima provenienza. Ed ho ancora il raccoglitore ( completo ! ) con le " monete " di ottone della conquista dello spazio. Era della Shell, quello. Ne abbiamo gia parlato, delle " benzine scomparse ".
  17. Completate Questa Pubblicità

    Allora, la prima. Se la potente benzina è quella italiana, potrebbe entrarci l' Azienda Generale Italiana Petroli. AGIP insomma. E forse, allora, stiamo parlando di Supercortemaggiore. Credo che sia così, perché ricordo più o meno lo slogan pronunciato con voce stentorea, almeno negli anni '60. In Carosello. Agip è ancora li ( vero ? ), Supercortemaggiore è nei nostri ricordi.
  18. 50 ANNI FA...

    Già, forse il punto è questo. Nulla più da perdere, e quindi lecito tentare. Ed è innegabile il notevole progresso per la medicina che ne seguì.. Parlando di quel lontano avvenimento, ricordo anche quanto negli anni seguenti, si parlò della possibilità di realizare dispositivi meccanici che potesserlo sostituirlo, un cuore umano. Non è cosa mia, non vado oltre la generica divulgazione scientifica. Probabilmente, è più pratico ricorrere ad organi biologici prelevati da donatore. Interessante il parallelo con altri tentativi mai fatti prima, Colombo disponeva addirittura di informazioni parzialmente errate. La sua strumentazione era rudimentale ed inadeguata. Quanto al calcolatore di guida dei veicoli Apollo ( AGC ), in proporzione era inadeguato quanto la bussola magnetica che utilizzavano Colombo e gli altri per attraversare l' attlantico secoli prima. Infatti, l' AGC si piantò regolarmente proprio durante la discesa sulla luna ( provate a cercare in rete " error 1202 "). E non era quello l' unico componente non perfezionato. In quei casi, fu un rischio calcolato, più che l' ultima possibilità. Se proprio volete estendere la ricerca in rete, troverete anche il discorso che per Richard Nixon era già stato preparato, nel caso che qualcosa andasse terribilmante storto, in quel primo tentativo di raggiungere la luna.
  19. 50 ANNI FA...

    Visto sulla solita rai storia documentario sull' avvenimento. Un paio di giorni fa. E ricordo perfettamente l' avvenimento come fu riportato dalla televisione di allora.
  20. Insomnia

    Mi diverte intravedere in quei vecchi telefilm ,qualcosa di quello che poi sarebbe stato davvero. I calcolatori nel mondo reale di quegli anni erano colossali e limitati, ancora. In un episodio, non chiedetemi quale, il primo fra tutti gli orecchiuti vulcaniani, inserisce in un lettore un supporto di memoria. Era un pezzo di plexiglas, lo si vedeva bene. Con lucette colorate varie quando " il floppy disc " primordiale era inserito nel suo lettore. Molto presente la sintesi vocale, i calcolatori parlavano pure. Sto guardando il tablet sul quale sto scrivendo queste righe. Spesso meno di un centimetro. Ed anche la sua microscopica card di memoria asportabile. Non ne avevano così sull' Enterprise.
  21. CULTURA A FUMETTI

    È vero. Stessa sensazione negli anni. Parecchie volte, le situazioni rappresentate erano ovviamente paradossali, abbiamo potuto " sentire "gli abitanti di Paperopoli e di Topolinia mentre si esprimono con un linguaggio più che raffinato. Anche alcune citazioni, forse. Inevitabili nei " Classici " disneyani. Quelli che hanno rivisitato, che so, La Divina Commedia, Guerra e Pace, L' Orlando Furioso, e quanti altri ? Me li ricordo da sempre, I Classici. Ogni tanto, ne usciva uno nuovo.
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    Ed infatti questo prodotto non lo ricordo proprio. Essendo degli anni '50, la cosa si spiega. Ovviamente non mi ricordo neppure quello che abbiamo già scritto. Be', mettiamola così, in questo modo, non ci mancheranno gli argomenti. Se poi ci ripetiamo, non ci correrà dietro nessuno. E poi possiamo aggiungere sempre nuovi particolari.
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    Se ti riferirci a qualche scherzo della memoria, be', anche io non scherzo. E mi preoccupo.
  24. LE GEMME DI PINO

    Non pensavo che le scatole di latta fossero sopravvissute. Evidentemente, quella confezione è stata mantenuta proprio per trattenere un dato distintivo del prodotto. Se la scatola in lamiera stampata era diffusa ed utilizzata per molti prodotti, negli anni '60, oggi è stata rimpiazzata dalle confezioni a perdere in materiali sintetici. Più economici. I biscotti, li trovavi nella scatola di latta. E quando fece la sua comparsa il caffè confezionato e già macinato, decretando fra l' altro la fine del macinino, quello pure era in barattoli di lamierino sottile. Con apposito coperchio di plastica per richiuderli. In questo modo, i barattoli del caffè avevano poi una seconda vita come contenitori per mille cose. Anche le scatole metalliche dei biscotti, di solito proseguivano la loro vita contenendo aghi e rocchetti di filo per cucire. Vedo ancora qualche tipo di biscotti in scatola di latta. Ma, vale lo stesso discorso fatto per le pastiglie valda. È anche in questo caso, una specie di operazione nostalgia.
  25. CHE METTO? CHE METTO?

    Il deragliamento era quasi un classico. È che dopo un po' che te lo vedevi girare davanti, il trenino, ti rompevi le scatole. Qualche possibilità di movimentare le cose, l' avevi magari se le tue rotaiette avevano almeno uno scambio. Di quelli che azionavi con la piccola levetta di lato, ne esistevano anche azionati elettricamsente, ma quelli erano più roba da modellisti ferroviari, che da bambini degli anni '60. Con uno scambio, una volta mandavi il tuo trenino da una parte, il giro successivo da quell' altra. Ma prima o poi ti scocciavi, ed andavi di deragliamento doloso. Tanto per movimentare un poco la faccenda.
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