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1960

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Everything posted by 1960

  1. 1960

    facce da carosello

    Giulio Bosetti, direi. Carosello ai nostri tempi era una forza. Sicuramente, ogni Carosello era visto da milioni di persone. E quindi, spessissimo e volentieri vedevi personaggi davvero noti e ed eclettici.
  2. 1960

    Frecce&Corrierino

    L' infanzia rimane nei ricordi sotto forma di periodi di tempo dilatati, e caratterizzati da quello che ti succedeva attorno, mentre tu vivevi e li attraversavi . Oggi, periodi anche lunghi anni, possono passare veloci e quasi incolori, al confronto. Di quei tempi, tre anni soli possono occupare lo spazio di una vita intera, nella Memoria Bambina. Della seconda metà degli anni '60, la connotazione di quei quattro o cinque anni, rimane per me la scuola elementare. Con le mille cose che succedevano, che sono successe. L' inizio dell' anno scolastico, le vacanze di natale e pasqua, le lunghe vacanze estive, ogni evento con il suo contorno di cose, di persone. C' era anche l' edicola lungo la strada che facevo per tornare a casa. Li, comperavo i Miei Giornalini. Il mercoledì verso l' una, comperavo Topolino. Una volta al mese l' Almanacco di Topolino, ed il martedì di ogni settimana con ciquanta lire, i piccoli e poco costosi Albi di Topolino. Topolino e derivati erano quelli " principali ". Poi, venivano gli altri. Nella stessa edicola comperavo il Monello, con i suoi tanti, tantissimi personaggi colotati. Ed anche il Corriere dei Piccoli. Quello, aveva quasi pari dignità con Topolino. Tutto quello che ci trovavo e ci vedevo, sul Corrierino, mi dava la sensazione di essere ............ nuovo. Quasi, avessero creato quei personaggi per me. Il fatto è, che io ero nuovo. Quindi per me lo era il mondo intero. Quando vidi per la prima volta Corto Maltese, subito prima delle pagine con le storie a puntate dei Puffi, decisi che Ugo Prat doveva essere per forza un nuovo autore di fumetti appena approdato su quel giornalino. Ma, non era proprio così. Girando oggi per la rete, in un altra era ed in un altro ( schizzofrenico ) universo, ho trovato qualche scansione del Corriere dei Piccoli nel 1963. C' è già, Ugo Prat. Non è ancora Corto Maltese, ma il tratto del disegno è quello. I personaggi sono diversi, ma sempre esotici in esotica ambientazione. Non li riconosco. Non l' hanno avuta la consacrazione e l' immortalità di Corto Maltese. Ma erano sulla strada per arrivare a lui. E vedo altro ancora, siamo nel 1963, ed il Corrierino mette i scena " La freccia nera ". Cinque anni prima del famoso sceneggiato rai, quello strareplicato in orari televisivi notturni per i quarant' anni a seguire, e che ha fatto a tempo a passare dal VHS al DVD, ed ora lo trovate in rete ben digitalizzato. I disegni, per quel poco che si vede, sembrano quasi aver ispirato gli sceneggiatura di Anton Giulio Majano, un lustro dopo.
  3. 1960

    Frecce&Corrierino

  4. 1960

    60° Zecchino d'Oro

    Hai indovinato, era proprio Quien Sabe. Poco dopo ho identificato con certezza Klaus Kinski , e si è fatto vivo pure Lou Castel sceso dal treno bloccato e rapinato, senza una macchia sul suo completo bianco. La scena dell' assalto al treno mi ricorda vagamente un altro assalto, quello di Lawrence d' Arabia con i suoi beduini guerriglieri, al treno dei turchi. A togliere ogni dubbio su Quien Sabe, il tema musicale inconfondibile Gian Maria Volonté - bandito un po' cialtrone, riesce ad essere contemporaneamente un poco il metalmeccanico arrabbiato di La classe operaia va in paradiso, e l' allucinato funzionario di polizia di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Strano a dirsi, il bandito mi sembra un poco meno arrabiato del metalmeccanico......... Ci sono anche Carla Gravina ed Andrea Cecchi. La Gravina, pochissimi anni prima era stata la servetta alla quale Peppe il Pantera ( Gassman ) frega le chiavi dell' appartamento confinante con il banco dei pegni, ne I Soliti Ignoti. Poi, verrà la Gomma del ponte. Andrea Cecchi è il ricco possidente ripulito pure lui da Volontè&co. Volontè che costringe Cecchi a corrazzarlo con la sua stessa automobile, " cos'è quello " ? " Il cambio ". " E a cosa serve " ? " A cambiare ". " Ah ".
  5. Vi do ragione. Le edicole sono cambiate, e molte sono sparite. Molto spesso passo davanti ad un chiosco, ad un paio di chilometri da qui. Non posso comprare nessun giornale, li. Perchè è chiuso da anni. Sulla saracinesca, il cartello VENDESI. Sbiadito, da tanto tempo che sta li. Da qualche anno, anche, i giornali li si può comperare in parecchi centri commerciali. L' angolo, molto grande pure, dove si trova di tutto. Scegliete e prendete. Poi, passate alla cassa. Le edicole sono presenti nella mia Memoria Bambina. Lo sapete. Ve ne parlavo due o tre giorni fa. Una di quelle edicole posso ancora vederla, è ancora li e per adesso resiste. All' inizio, verso il 1970 era a pianta circolare, in lamiera verde. Simile a quella che fai vedere qui sopra, pflip. Ma, un po' più piccola. Coperta dai giornali esposti. Mi colpiva la finestrella dell' edicolante, davvero molto piccola. Poi, negli anni seguenti lo stesso gestore di allora sostituì la vecchia struttura con quella classica, il chiosco più ampio, rettangolare, che ancora oggi è diffuso. Apertura frontale ampia, il ripiano dei giornali quotidiani. Le pareti che sono le vetrine chiuse per le riviste. E non solo. Ci si trova di tutto, nelle edicole di oggi. Se vogliono continuare ad esistere come tali, gli edicolanti devono diversificare. Non più solamente carta stampata. Mille gadget, d' altra parte gli stessi che trovi incelofanati negli giornali medesimi, anche quelli con il problema di sopravvivere ai tempi di internet. Qualche servizio finanziario, di pagamento, persino. In un paesino della provincia, ho visto un' edicola con distributore di bibite analcoliche incorporato. " Io, ne ho viste cose........"
  6. 1960

    60° Zecchino d'Oro

    ........chissà se la ritrovo sul tubo. " Non è mai troppo tardi ", dopo tutto. In questo momento, dietro di me, in tv, Gian Maria Volonté vestito da rivoluzionario messicano ha appena assaltato il treno. Ma, ha appena ordinato ai suoi guerriglieri ( delle personcine davvero raffinate ) di " risparmiare i civili ". Politicamente corretto. Subito dopo vede il comandante dei soldati regolari, e gli spara all' istante. In mezzo agli strani soggetti mal rasati che attaccano il treno, mi sembra di intravedere Klaus Kinski, pure. Ci stava bene in quel tipo di ruolo. Anni 60, sulla pista tracciata da Sergio Leone. Non riconosco questo film in particolare. In questo momento. Un momento che si dilata nel tempo, ogni volta che una privatina trasmette ancora una volta questo film dai miei ( nostri ? ma si ) anni '60.
  7. 1960

    Frecce&Corrierino

    Tutti i numeri originali. Peccato davvero. Quando divenne Corrierboy smisi di leggerlo. In compenso, mi ricordo che con i primi numeri del neonato Corriere dei Ragazzi, distribuirono ancora per un po' di tempo il Corriere dei Piccoli. Come allegato gratuito.
  8. 1960

    60° Zecchino d'Oro

    La miniaturizzazione di Richetto me la sono persa.......
  9. 1960

    60° Zecchino d'Oro

    Altri ricordi sopiti riaffiorano. ( Il passerotto, col fiocco rosso ).
  10. 1960

    60° Zecchino d'Oro

    Richetto. Insieme al Mago Zurlì. Era parecchio tempo che non ci pensavo più. Me lo avete fatto riaffiorare, fra i molti ricordi.
  11. 1960

    Frecce&Corrierino

    Basta chiedere ! Dal nº 51 del 22 dicembre 1974 del Corriere dei Ragazzi.
  12. 1960

    Frecce&Corrierino

  13. 1960

    facce da carosello

  14. 1960

    facce da carosello

    Vero.
  15. 1960

    facce da carosello

    Si, i bevitori di acqua Fiuggi, che dimostrano venti anni di meno. Pubblicità terroristica......... ...........se non bevi quell' acqua li, invecchi prima. E pure male. Questo è un carosello davvero classico, puri anni '60. L' altro invece, è quello dei pennelli cinghiale. Decennio successivo direi. Con il tizio sempliciotto, che blocca il traffico trasportando in bicicletta un pennello gigante. " Per dipingere una grande parete, serve un grande pennello ". Dice lui quando lo becca il vigile.
  16. Ho anche il vago ricordo di almeno un altro personaggio, in casa Riello. Devo verificare, la memoria in immediato non mi aiuta. Pure io perdo i colpi. E non da oggi, mi sa........ ............e va be'. Ci incontreremo tutti a Villa Arzilla.
  17. Tra sabato e domenica. Guardo un po' di televisione notturna. Capita ( spesso ). Questa volta, sul solito rai3 che a quest' ora passa le vecchie trasmissioni, arrivo e rivedo " Diario di un maestro ". Me lo ricordo bene, l' avevo seguito, non solamente guardato, all' inizio degli anni '70. Nel 1973, molti riferimenti me lo collocano verso primavera di quell' anno. Poi verifico, cinquant' anni dopo, il fatascientifico ( allora ) internet risolve in un secondo. Scuola elementare periferica, molto periferica, a roma. Allievi problematici, loro malgrado. Un maestro di buoni propositi, senza scivolare ( ruzzolare ) verso " il maestro tipo " del libro cuore, quello/e/i, proprio non li ho mai sopportati, con la retorica terroristica in cui il vecchio De Amicis li ha immersi e coltivati. Anche se una vecchia interpretazione televisiva di Johnny Dorelli, me lo aveva reso simpatico quel suo maestro, così come l' aveva interpretato lui. Già che ci sono ho controllato pure che fine ha fatto Dorelli, che tiene ancora duro, lui. Sono le solite immagini che riemergono dal mio, dal nostro passato, quelle della scuola di borgata romana. Mi sembra di non averle ancora riviste, da quel tempo. Riesco ancora a ripescarne, immagini di questo tipo. Dal pozzo del tempo. Su youtube ho poi cercato e trovato solo un paio di puntate, la seconda e la terza. Ma sono tutte qui, al completo, sul sito rai. https://www.raiplay.it/video/2016/11/Diario-di-un-maestro-S1E1-d59b092b-e95a-4ee2-85dd-6d87b4d3cc92.html
  18. 1960

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    Se posso scegliere, faccio il pieno con la Coca Cola. Se capita ( se capitava ), potevo anche attaccarmi alla colonnina della Pepsi. Sono bi-fuel, io.☺️
  19. 1960

    Frecce&Corrierino

    Parlando del Monello, mi e´ tornato in mente questo tizio qui sotto. Lui e´ un soldato giapponese, del tempo ( verso il 1968 ) presente. Ben intenzionato, ma sostanzialmente un pericolo per se stesso, per gli altri, e in definitiva per il ricostituito ( erano passati poco piu´ di vent'anni allora, dalla disastrosa guerra del pacifico ) esercito imperiale nipponico. Ha altri guai, oltre che quelli che si crea da solo. In particolare, il suo diretto superiore, un ufficiale con i baffoni che secondo me puo´ sembrare anche la caricatura del colonnello Sato di " Il ponte sul fiume Kwai ". Solo di recente ho scoperto che il suo autore e´ francese o belga, comunque francofono ( che, tu lo sai chi e´ questo qui, Tidi ?? ). Nella vigetta, anche lui in caricatura, presenta il suo personaggio. " Vi presento TAKA TAKATA. Onorevole soldato di seconda classe dell´ aviazione della marina nipponica, miope come un esercito di talpe ed incapace di distinguere una portaerei da un´ edicola. "
  20. 1960

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    Non mi stupisce. Nel tempo, si sono formate due scuole di pensiero. Quasi due opposte fazioni.
  21. Già, oggi è una bella giornata. Non troppo caldo. Tranquilla.
  22. 1960

    007 DAPPERTUTTO

    Non ho tenuto il conto preciso di quante volte Craig è stato 007. Se devo dirvi qual' è la mia impressione, vedendolo mi viene sempre in mente l' immagine di un mafioso russo ( e di cattivo umore ), più che dell' agente di punta di sua maestà britannica. Vi risparmio però cosa mi viene in mente, quando vedo il cappellini di sua attuale maestà britannica.............. ...........si, è meglio. Me la ricordo la sequenza della sciata con paracadute. Discreto effetto visuale, non ti aspetti che ci sia ancora dell' altro, poi ti si apre davanti una colossale bandiera britannica. Doveva per forza essere " buona la prima ". Se no, il regista rischiava di farsi male. Si, il regista. Dopo aver proposto allo stuntman di " rifarne un' altra "......................
  23. 1960

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    Segno dei tempi, se la si trova li, la Pepsi. Vero è, che sembra strategia consolidata per i discount, proporre l' originale ed il replicante insieme ( appassionatamente ? ). Sullo stesso scaffale, l' uno al doppio del prezzo dell' altro. La stessa Coca Cola la ce la vedete, su quei ripiani. Per dirvene un' altra, ieri ho notato che la tortina Fiesta della Ferrero, pure quella icona delle Nostre infanzie, se ne sta anche lei ed in buona compagnia nei discount. In compagnia di almeno tre o quattro cloni suoi. Secondo me, è li che pensa, " Io, ne ho viste cose, che........" Qualche nome leggermente spudorato e simile all' originale Ferrero. Ma, nel caso della tortina, il riferimento-aggancio al prodotto di marca è visuale. Stessa forma e colore ( stesso peso ), stesse " onde " di cioccolato sulla superficie etc. La strategia è comprensibile, si. In questo modo, si vende comunque ed a chiunque, anche a quello fedele che predilige l' originale. Pure la NuKella vi dicevo già, abita sullo scaffale della Nutella. L' azione sembrerebbe provocatoria, con le etichette quasi uguali sopra vasetti in vetro che invece uguali lo sono proprio. Ma, è strategia. " Se a qualcuno proprio piace la Nutella, perchè mandarlo alla concorrenza ?? No, gliela vendiamo noi. " E per prodotti come la Nutella, ma anche la Coca Cola e la Pepsi Cola, gli irruducibili esistono numerosi.
  24. 1960

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    Nei discount ora vedo bottiglie colossali ( un paio di litri o quasi, anche ) per pochi centesimi, anche. Di simil-più o meno-cola-di-qualche-tipo.
  25. 1960

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    E' parecchio che non la vedo più in giro....................... ...............................ma più passa il tempo, più divento sbadato....................
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