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Bruno Cortona

Freddo Polare All'ambra Jovinelli

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1960    0
8 hours ago, Bruno Cortona said:

Per DARE nell'occhio  (il palo)

Ah, ecco.

In pratica stavo guardando la faccenda al contrario.

Esattamente dall' altra parte.

Lo dicevo io, che sto invecchiando ..........

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1960    0
6 hours ago, baron_munchausen said:

Cosa che invece i pali durante le rapine non dovrebbero assolutamente fare, a scapito della buona riuscita dell'impresa!:D

Se proprio non vogliamo parlare del " Palo della banda dell' ortica ".

Di Enzo Jannacci.

Lui, era nato per fare il palo.

"

     
" Faceva il palo nella banda dell'Ortica, ma era sguercio, non ci vedeva quasi più, ed è stato così che li hanno presi senza fatica, li hanno presi tutti, quasi tutti, tutti fuori che lui.
Lui era fisso che scrutava nella notte.......... "

 

Edited by 1960

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Anche "lui" andrebbe bene allora come palo!
Inserendo questa immagine di Marty Feldman me ne viene in mente un'altra, di un film comico ambientato se ricordo bene nella seconda guerra mondiale, dove ad un certo punto c'è un personaggio strabico che vede doppio e, sparando con un cannone antiaereo abbatte gli aeroplani amici piuttosto che gli altri. Non so più assolutamente di che film si trattasse e quale attore interpretasse questo personaggio così strambo.

01.jpg

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gimmy    0

Il Paolo dell'Ortica, come penso di aver già scritto anni fa, è una della canzoni più manipolate dalla censura di allora, tutto sommato per niente

In ordine

"ma come brutta bestia vaca porca il nostro palo 'sto pistola duve l'è diventa "ma come porco Giuda mondo cane il nostro palo brutta bestia ma dov'è (certo porco Giuda molto più fine di vacca porca, o no?)

"ma poi borbotta perchè ormai l'è un po' inc..." diventa l'è un po' arrabbiaà (questa ci poteva stare)

"questi sa il Signur quand'è che vegnin su" diventa "questi chissà quando vengon su" (questa poi...)

"chest chi lè propri un lavorà de ciula mi sun un palo non un pippa non ci sto più mi vegni via da questa banda di pistola" diviene "chest chi lè propri un lavorà de stupid io sono  un palo non un bamba [e l'assonanza dove va a finire?] non ci sto più io vengo via da questa banda di sbarbati"

 

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1960    0

Sono stupito.

Me la ricordo dagli anni '60, " Il palo della banda dell' ortica ".

Proprio non lo sapevo che avesse così turbato i sonni della commisione per la censura.

Ed effettivamente, almeno alcune delle sostituzioni che hai scritto qui sopra, non è che cambino di molto il peso generale.

Tutto sommato anche la rimostranza del nostro Palo, quando lui comincia a sospettare di essere stato lasciato da solo ( e ci credo, li hanno portati via tutti di peso, gli altri ), poteva restare così com' era.

Come dire, conta il contesto.

E' un malavitoso, questo qui.

Anche se incapace ed impedito.

Non un fine dicitore.

Poi, bisogna sempre saper riconoscere l' arguzia dalla caduta di stile.

Anche la censura dei testi, imperante si può dire in quegli anni, fa parte dei possibili ricordi di quel periodo.

Mi tornerebbe in mente " Imagine " di Lennon, modificata almeno in uno o due versi.

Ma anche " 4 Marzo 1943 " di Lucio Dalla.

 

 

Edited by 1960

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1960    0
On 12/10/2017 at 9:02 AM, baron_munchausen said:

Anche "lui" andrebbe bene allora come palo!
Inserendo questa immagine di Marty Feldman me ne viene in mente un'altra, di un film comico ambientato se ricordo bene nella seconda guerra mondiale, dove ad un certo punto c'è un personaggio strabico che vede doppio e, sparando con un cannone antiaereo abbatte gli aeroplani amici piuttosto che gli altri. Non so più assolutamente di che film si trattasse e quale attore interpretasse questo personaggio così strambo.

01.jpg

Anche questo qui non scherzava.

La foto mi pare, viene dal film " Il fratello più furbo di Shesrlock Holmes ".

Io però, lo preferisco da sempre come Igor di Frankenstein Junior.

Non è vissuto molto, Marty Feldman.

E' andato via prima dei suoi cinquanta anni.

Da parecchio tempo, ormai.

Frankenstein_Junior_scena_4.jpg

Edited by 1960

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gimmy    0
21 hours ago, 1960 said:

Sono stupito.

Me la ricordo dagli anni '60, " Il palo della banda dell' ortica ".

Proprio non lo sapevo che avesse così turbato i sonni della commisione per la censura.

Ed effettivamente, almeno alcune delle sostituzioni che hai scritto qui sopra, non è che cambino di molto il peso generale.

Tutto sommato anche la rimostranza del nostro Palo, quando lui comincia a sospettare di essere stato lasciato da solo ( e ci credo, li hanno portati via tutti di peso, gli altri ), poteva restare così com' era.

Come dire, conta il contesto.

E' un malavitoso, questo qui.

Anche se incapace ed impedito.

Non un fine dicitore.

Poi, bisogna sempre saper riconoscere l' arguzia dalla caduta di stile.

Anche la censura dei testi, imperante si può dire in quegli anni, fa parte dei possibili ricordi di quel periodo.

Mi tornerebbe in mente " Imagine " di Lennon, modificata almeno in uno o due versi.

Ma anche " 4 Marzo 1943 " di Lucio Dalla.

 

 

Ah certo 4 marzo 1943. A parte il penultimo celebberrimo verso (ancora adesso che bestemmio e bevo vino per ladri e p.. mi chiamo Gesuù bambino che diventa ancora adesso che gioco a carte e bevo vino per la gente del porto etc) e a parte il titolo (che originariamente doveva essere apputno "Gesù Bambino ti dico io che scandalo) una sottilissima censira che ho notato solo recentemente: "giocava alla Madonna COL Bimbo da fasciare" divenuta "giocava a FAR la donna con UN bimbo da fasciare"

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"pomeriggio tragico quando il padre scopre che fra noi/non è amor platonico come usava ai tempi suoi" (lei è minorenne)  in "Pomeriggio ore 6" dell'E'quipe 84.Nel video diventa "non è tutto facile come usava ai tempi suoi"

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In effetti la censura dell'epoca era davvero esagerata. Beh, ovviamente con il nostro attuale "metro di misura". Al contrario giorno d'oggi, dove si sentono sproloqui e bestemmie un po' dappertutto, anche in televisione (non comunque che un tempo non bestemmiassero...) Sarebbe stato meglio allora come adesso una via di mezzo, dettata dal buon senso. Ma si sa: allora l'educazione di base e la società stessa erano ben diverse dall'attuale.
Sarò considerato un "matusa" o un bacchettone (non me ne frega niente di quello che pensano gli altri in ogni modo) ma personalmente talvolta preferirei com'era un tempo. Senza però esagerazioni. Secondo me si potrebbe parlare di tutto, senza nascondersi dietro ad un dito e tuttavia cercare di stare entro limiti del buon gusto.
La maleducazione attuale è veramente incontenibile e si vive molto spesso nella più totale stupidità, pensando di essere "moderni" e avanzati...

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1960    0

Il potere agli stupidi.

Penso che si possa dire così.

La televisione si è evoluta, in particolare si è frammentata in mille piccoli canali di tutte le risme, moltiplicandosi ( male ) da quei due vecchi canali in bianco e nero.

E' difficile esprimere in parole razionali quella che è la mia impressione.

Proprio, perchè non vorrei mai cadere nelle parole di quello che una volta era bigottismo di facciata, e non l' analisi di un fenomeno.

I tanti piccoli personaggi vuoti che vediamo e sentiamo adesso, in particolare ho notato, distribuiti in fascie orarie ben precise.

Bene, così lo so e in quelle ore li, io guardo il Gatto Silvestro.

Strani meccanismi.

Li hanno messi li, a dire il niente ma, con tante parole ( sgrammaticate, pure ).

Convincono prima di tutto se stessi, alimentano il proprio vuoto spino interiore, se questo è possibile.

Sembrano compiaciuti, pensano sicuramente " se mi hanno fatto venire qui alla tìvì, di sicuro ho qualcosa da  dire. E posso dire di tutto ed in qualsiasi modo ".

Mi sa che si sbagliano.

Però fanno qualche danno.

 

Edited by 1960

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